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venerdì, maggio 28, 2010

paperini, duck e canard

A corto di notiziole paperesche mi rivolgo a san Google impostando una ricerchina piatta piatta a base di papere.
Capita così di imbattermi nel serissimo sito di Massimo Paperini un simpatico yacht designer che ha fondato uno studio di progettazione navale che spiritosamente ha chiamato Duck Design.
Il logo della Duck Design è la sagoma di un anatra migratrice che a ogni cambio di pagina inizia il suo volo.
Mi son lustrata un po' gli occhi guardando le varie barche progettate da Paperini, non sapendo ancora bene che farne di questa che non è neppure una notiziola, ma quando mi sono imbattuta in una barca il cui modello Paperini aveva battezzato Canard, non ho avuto dubbi: un tipo così ironico andava per lo meno citato!
Per la cronaca: un Canard 41MK II è campione mondiale. E bravo Paperini!

venerdì, marzo 05, 2010

La papera del "famoso"

Lory mi segnala che una papera di gomma viene usata come piatto da A. Busi sull'isola dei famosi (sull'aggettivo famosi inizierei a nutrire dubbi).
Non essendo una fan di questo genere di programmi mi ero persa la notizia e ringrazio Lory per la sua segnalazione.
Ho cercato una foto in rete, ma non ho trovato nulla.
Sono proprio curiosa di vedere questa papera. Vabbè che non credo abbiano molto da mangiare, ma sul dorso di una papera non ci sta molto cibo.
Qualcuno sa darmi qualche chiarimento su come è fatta questa papera?

Rileggendo il titolo del post mi vien da sorridere: famoso mi par che qui stia per affamato.

domenica, gennaio 31, 2010

Le paperelle di Gilli


Lo confesso, come Don Abbondio ho esclamato tra me e me "Gilli? chi era costui?"

Le riviste di moda mi annoiano, le vetrine non mi interessano, lo shopping non è uno dei miei passatempi preferiti. Così rischio di farmi sfuggire spunti interessanti.
Ma sul Corriere di oggi un trafiletto in una pagina interna mi ha colpito, e ho iniziato a documentarmi.
Il trafiletto era illustrato con una piccola foto sgranata, ma inequivocabile: deretano con papera.
Ossia una paperella gialla applicata sulla tasca posteriore di un paio di blue jeans.
Non ho di certo intenzione di spendere un capitale in un paio di calzoni di denim solo perche hanno una papera. Ma la cosa mi ha davvero incuriosito.
Ho così scoperto che esiste una tale Giulia Ligresti (ma non erano palazzinari?) proprietaria di questo marchio Gilli.
La signora non ha avuto molta fantasia nello scegliersi il marchio (che fosse il suo nick sul web?) ma sicuramente la fantasia non manca a chi disegna le sue borse.
Ne vidi un paio in un negozio qualche mese fa.
Non avevano papere, ma altri animali.
Ne rimasi conquistata, ammirata dalla fantasia, dall'originalità, dalla voglia di giocare di chi le aveva disegnate. Se avesse avuto uno zero in meno me ne sarei comprata una di corsa, anche se chi era con me in quel momento mi guardava inorriditoo :"non ti piacerà mica quella roba lì?!"
Ebbene sì, mi piaceva proprio tanto, anche se non al punto di spenderci i soldi che chiedevano.
Visitando il sito di Gilli ho trovato vari modellidi borse, e non solo, con la papera:

il classico cubo in pelle
il cubo in tessuto

in pelle con la papera in versione invernale: berrettino, sciarpina leopardata e ...slittino o sci?




qui sopra un'ampio assortimento di shopper in tessuto con la classica paperella gialla

dissacrante, provocatoria, divertente... bellissima: in pelle con Paperon de' Paperoni, il suo primo cent, il sacco di dollari con l'emblema, il mitico deposito in cima alla collina e la 313.
Cosa si può voler di più in una borsa?

come mi avevo detto prima, avevo visto sul corriere una fotina di un deretano ornato da una papera giallaquale miglior cintura da abbinare ai jeans appena visti?


Vi ripropongo qui sotto l'immagine di apertura del sito di Gilli, l'oca con la borsa nel becco, solo per invitarvi a ingrandire bene l'immagine e osservare l'oca.
Ottimo lavoro di body art, la mano pare davvero la testa di un oca!
Se vi ho incuriosito andate a dare un'occhiata al sito di Gilli


P.S. con tutto il parlare che ne ho fatto Giulia adesso dovrebbe almeno regalarmi la borsa con Paperon de' Paperoni!!!

sabato, novembre 07, 2009

La papera rapita

E' di oggi un servizio televisivo su una papera rapita:

Niente di nuovo sotto il sole: già un anno fa su youtube girava questo:

... e forse quello artigianale dei tre ragazzi è migliore di quello professionale di Studio Aperto, eh?

mercoledì, aprile 15, 2009

Papere sequestrate a Firenze

aggiornato successivamente
E' di oggi la notizia che a Firenze un solerte assessore-sceriffo ha fatto sequestrare delle paperine in vendita al reparto biancheria per signora.
Per completezza di informazione vi riporto in coda al post l'articolo comparso sul Corriere online di oggi.

Me l'immaginavo che prima o poi le innocue papere avrebbero disturbato qualche benpensante.
E voi che ne pensate? Vi ritenete sconvolti da questa immagine? lo ritenete un oggetto erotico? Pensate che un bambino possa rimanerne turbato?
Vi assicuro che anche gli altri oggetti incriminati avevano un aspetto altrettanto innocente, ludico.
Adesso mi aspetto che qualcuno voglia mettere le mutande alle gambe dei tavoli.

Ecco l'articolo:


il caso
Le paperelle sexy? «Scandalose»E l'assessore-sceriffo le sequestra
.

Alcuni oggetti erotici messi in vendita in un grande magazzino fiorentino sono stati requisiti dalla polizia municipale perché «oltraggiosi». La segnalazione da una cliente

La paperella "incriminata"
FIRENZE - Paperelle, rossetti e piccoli pesci targati My YoYo. Giochi per bambini o trucchi per signore? Macchè, veri e propri vibratori messi in bella mostra sugli scaffali della Coin di via Calzaiuoli e venduti nel reparto biancheria intima per donne, insieme a slip e reggiseni. Che da oggi non ci saranno più perchè l'assessore alla sicurezza e vivibilità urbana, Graziano Cioni, avvertito dall'e-mail di una cliente, ha sguinzagliato la polizia municipale nel grande magazzino a sequestrare tutto.
LA SEGNALAZIONE - Il controllo è scattato in seguito a una segnalazione di una mamma arrivata a Cioni. L'assessore ha voluto verificare di persona la veridicità della segnalazione, anche per la reputazione dell'esercizio commerciale citato, e insieme al comandante della polizia municipale si è recato nel grande magazzino. Qui ha potuto vedere direttamente quanto segnalato dalla signora nella e-mail, ovvero oggetti erotici esposti nel reparto biancheria intima donna in una zona accessibile a tutti e senza avvisi specifici.
IL SEQUESTRO - Quindi è scattato l'intervento degli agenti della polizia municipale che hanno contestato al direttore del negozio la violazione dell'articolo 28 del nuovo regolamento di polizia urbana («La vendita di articoli erotici riservati esclusivamente ai maggiorenni è ammessa solamente in esercizi commerciali che consentano la necessaria riservatezza, che abbiano l'ingresso distante almeno 200 metri da scuole, giardini, edifici destinati a luogo di culto o alla memoria dei defunti e dalle cui vetrine o mostre non sia possibile scorgere l'interno del locale o i prodotti messi in vendita. Qualora negli esercizi si vendano anche altri articoli in libera vendita, deve essere salvaguardata comunque la necessaria riservatezza e i prodotti destinati esclusivamente ai maggiorenni devono essere conservati o esposti in zone non immediatamente visibili»).
TROPPO VICINI ALLA CHIESA - E questo perché, come si legge nel verbale di contestazione, permetteva la vendita di articoli erotici riservati ai maggiorenni in esercizio commerciale che non consente la necessaria riservatezza. La zona era sì delimitata da tendaggi, al momento aperti, ma non era presente precisa indicazione che lo spazio era riservato ad un pubblico adulto. Inoltre, sempre sulla base dell'articolo 28, la vendita era in luogo ad una distanza inferiore ai 200 metri previsti da un luogo di culto. Per gli articoli esposti è scattato il sequestro mentre il direttore del negozio è stato multato.

Ecco qua un'altra vibropapera, stavolta rosa, con tanto di boa di struzzo.
Mi fa sorridere.
La trovo ingenua, paperosa. Suscita tenerezza, non certo voglie lubriche.
Ma forse viste dal vero erano imbarazzanti, forse l'esposizione in negozio era stata allestita in maniera offensiva.
Lo pensate anche voi?
Bene, allora leggete cosa scrive una mamma fiorentina che era stata in quello stesso Coin, reparto intimo per signora, pochi giorni fa, insieme con la sua bimba di 4 anni. Leggetelo qui.

domenica, marzo 01, 2009

The Fat Duck

aggiornato la sera del 1 marzo
Dove sta l'oca grassa?
E' nella foto, ovviamente!
The Fat Duck è il miglior ristorante del mondo (dati 2005 rivista inglese "Restaurant").
Anche secondo la guida rossa di Bibendum è uno dei migliori ristoranti del modo.
Difficile mettere proprio esattamente d'accordo francesi e inglesi in fatto di giudizi culinari.
Dove invece tutti si trovano d'accordo è sul fatto che da oggi in poi sarà meglio usare i verbi al passato.
The Fat Duck è stato il miglior ristorante.
Adesso, dopo aver intossicato oltre 30 clienti, è chiuso. La notiziola è di oggi.
Incuriosita dal nome sono andata alla ricerca di qualche foto del locale, mi aspettavo un'insegna very british con il ritratto di un'oca ben in carne.
Sono rimasta delusa, guardate qua che razza d'insegna:


E il loro sito è ancora peggio. In un impeto di generosità potrei definirlo Spocchioso.
In ogni caso, dopo aver dato un'occhiata al menù -non ostante il richiamo paperesco nel nome- non piango la chiusura di questo locale:

Tra le specialità del celebre ristorante, che ha sede in una costruzione di campagna di 450 anni fa, figurano il porridge di lumache, il salmone bollito alla liquirizia e il gelato alle uova e bacon. Una delle ultime creazioni dello chef è un piatto di frutti di mare che viene servito con tanto di iPod che riproduce il suono del mare per «immergersi completamente nell'universo degli ingredienti», informa il sito online del locale (Corriere della Sera)

Spigolando in giro scopro che il piatto di frutti di mare si chiama Sound of the sea, viene descritta come "un’insalata di mare servita con “sabbia”, schiuma e alghe, letteralmente un pezzo di battigia che ti incanta per la perfezione d’insieme." L' iPod è nascosto in una conchiglia e viene servito con cuffiette per non disturbare i vicini.
Altra particolarità del locale è l’Hot and iced tea , un thè in tazza metà freddo e metà caldo, si deve berlo appoggiando le labbra in un punto preciso del bordo, altrimenti si perde l’effeto metà/metà.
Bah! Io questo effetto lo ottengo quando scaldo il the nel microonde: se non lo rimescolo (odio lo zucchero nel the) posso distinguere la corrente calda del Golfo e quella gelida del Labrador dentro la mia tazza.

Tornando al Fat Duck eccovi i prezzi:
  • Menù degustazione - tre portate 95 sterline,
  • Menù multisensoriale 125 sterline
Un i-pod in tavola. Ne faccio volentieri a meno, grazie!

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