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giovedì, giugno 15, 2017

Kimono con le anatre

Costumi di scena della Madama Butterfly di Giacomo Puccini
edizione del 1951 al Teatro alla Scala di Milano
Costumista Foujita




Foto scattate al museo del Teatro alla scala in occasione della mostra Madama Butterfly, l'Oriente ritrovato
“Madama Butterfly, l’Oriente ritrovato”, a cura di Vittoria Crespi Morbio, racconta le meraviglie dischiuse sulla scena scaligera da registi, scenografi e costumisti, da Caramba a Foujita fino a Keita Asari.

domenica, aprile 09, 2017

Big Duck alla Design week di Milano

Fotografia scattata alla Triennale di Milano
a gigantesca Rubber Duck viene elevata allo stesso rango dell'Arte

mercoledì, febbraio 15, 2017

Acquerello

Me ne sono innamorata a prima vista
Atmosfera rarefatta, algida.
Queste oche canadesi sono velate da una nebbia monocroma che ci fa solo immaginare un paesaggio aperto
Qui trovate il link all'immagine originale che ho dovuto catturare per poterla inserire in questa pagina
Il nome della pittrice è Clara Fruggeri

martedì, dicembre 13, 2016

Tomba delle Anatre


Da dicembre è visitabile la famosa  Tomba etrusca delle Anatre a Veio



oltre alla tomba dei Leoni ruggenti , al Santuario di Portonaccio, nell’antica città di Veio.

Ogni prima domenica del mese, con ingresso gratuito, l’Area Archeologica di Veio, sarà dunque interamente fruibile per il pubblico: secondo l’accordo con il Ministero per i Beni Culturali il Parco si occuperà dell’apertura, della chiusura e della vigilanza dei siti archeologici. Il Parco, sempre in accordo con la Soprintendenza e in sinergia con le diverse associazioni del territorio, organizzerà visite guidate, anche in giornate diverse dalla prima domenica del mese.

L’obiettivo comune del Ministero per i Beni Culturali e dell’Ente Parco, nel cui territorio ricade il complesso archeologico dell’Antica Città di Veio, è quello di favorire la valorizzazione, la fruizione e la promozione di un sito che è considerato di rilevanza internazionale e importantissimo polo di attrazione turistico-culturale.

mercoledì, novembre 11, 2015

San Martino e l'oca

Narra la leggenda che Martino designato vescovo, fosse riluttante ad accettare l'incarico. Non si sentiva all'altezza del compito che lo aspettava, così si nascose in un ricovero dove erano custodite alcune oche.
Lo starnazzare delle pennute rivelò il nascondiglio di Martino che venne così scoperto.
Secondo la leggenda Martino fu molto contrariato, e stabilì che l'11 novembre di ogni anno le oche dovessero essere macellate. Questo è il motivo per cui spesso nell'iconografia dei paesi del nord europa S.Martino, vescovo di Tours viene rappresentato con un'oca.


 In Italia invece è molto più conosciuta e rappresentata la leggenda del mantello diviso con il povero


venerdì, marzo 16, 2012

La ragazza più baciata del mondo


Questa fontana di fronte al vecchio Municipio è la statua più famosa di Gottingen (Germania)
La pastorella di oche è conosciuta come la "ragazza più baciata del mondo" in quanto ogni studente dell'università di Gottinga che consegue il dottorato di ricerca le dà un bacio.



L'impresa non è così semplice, data le dimensioni e l'altezza della fontana:


Il nome originale della composizione è  Gänseliesel che suona più o meno come "Lisa dalle oche " (chi sa il tedesco mi corregga).
In altre città della Germania ci sono statue allo stesso tema: Monheim am Rhein, Hannover Steintor Plaz e Piazza Nikolsburger a Berlino.

Questa statua di Gottinga, non è molto antica, fu eretta nel 1901 per rimpiazzare la precedente fontana ormai molto malconcia.
Nel 1898 il municipio emise un bando di concorso per l nuova fontan, parteciparono molti artisti.Le autorità prediligevano il progetto neo gotico degli scultori Mehs and Jehs, mentre la popolazione a larga maggioranza si espresse a favore della Ragazza con le oche dell'architetto Heinrich Stöckhardt.

Di lì a poconacque l'usanza, da parte degli studenti universitari, di baciare la statua ad ogni esame superato.
Ma dopo la prima guerra mondiale il numero degli studenti che scalavano ubriachi la statua divenne eccessivo, così fu emanata una legge che proibiva la scalata alla fontana.
Ufficialmente la legge esiste ancora così gli studenti che passano gli esami si limitano a portare i fiori alla ragazza delle oche, e solo  i dottorati continuano a dare la scalata alla fontana per baciare la ragazza, agghindati di tocco e di toga.
Una curiosità: la statua attualmente sulla fontana non è l'originale del 1901, ma una copia. L'originale è esposto nel museo civico. La legge che proibisce la scalata è tutt'ora vigente, ma sia l'università, sia la municipalità per la loro pubblicità usano le foto dei dottorati che baciano la Gänseliesel.


 


domenica, gennaio 08, 2012

Le 4 oche di Ravensburg


Questo gruppo di oche in bronzo si trova a Ravensburg,in Germania.
Per vederla dovet andare di fronte alla scuola Martin in St.-Martin-Str., 70
Se ci fosse il nome dell'autore ... mandatemelo!

venerdì, dicembre 02, 2011

Papere da visita


L'altro giorno, facendo un po' d'ordine ho ritrovato questo biglietto da visita che avevo preso a qualche fiera.
Mi piace molto, se avessi bisogno di una vetrata artistica sicuramente mi rivolgerei ad Arte Stella.

venerdì, ottobre 07, 2011

Il guardiano di oche

Ero andata a questa mostra incuriosita dalle oche di Monet.
Ma, se si parla di oche, questo dipinto di Constant Troyon mi ha sicuramente colpito di più del Monet.

eccovelo più da vicino



giovedì, luglio 21, 2011

Il cacciatore di anatre

“Il cacciatore di anatre” è il titolo del film del regista Egidio Veronesi in programmazione al Festival del Cinema d’Arte di Bergamo.
Se volete vederlo andate al Chiostro del Seminarino, in via Tassis 12 Se piove spostatevi nell’adiacente teatro.

venerdì, maggio 06, 2011

L'oca e il bambino


Questa statua si trova a Parigi, al museo del Louvre, ma proviene dall'Italia da dove è stata gentilmente sottratta in epoca Napoleonica, quando i conquistatori francesi facevano man bassa delle opere d'arte che incontravano nei paesi conquistati e le spedivano direttamente nei magazzini del Louvre.
L'epoca romana ci ha lasciato molte statue che rappresentano un bambino alle prese con un'oca.
Già nel 3° secolo a.C. il poeta greco Herondas cita un gruppo simile a quello di cui faceva parte questa statua (Mimes, IV, 30-31), il gruppo si trovava nel tempio di Asclépios à Cos nel Dodecanneso.
Questo Fanciullo con l'oca proviene dalla villa romana dei Quintili sull'Appia Antica, dalla quale provengono anche le statue analoghe custodite nei Musei Vaticani a Roma, nella Gliptoteca di Monaco di Baviera e una collezione privata . Si pensa che tutte e quattro facessero parte di un gruppo che ornava la vasca di una fontana della villa.



sabato, aprile 30, 2011

Oche nel ruscello (Monet)


Non è tra i miei Monet preferiti, non amo molto quel giallo che sa di marrone, preferisco i blu e i verdi che qui invece sono usati con parsimonia.
Ma anche se non è il mio preferito è pur sempre un bel gran Monet questo Oche nel ruscello della Collezione Clark.
Al momento, e fino al 19 giugno 2011 rimarrà esposto al Palazzo Reale di Milano nell'ambito della mostra Impressionisti. Capolavori della Collezione Clark.

Ecco qualche info su questa mostra e sulla Collezione Clark:
Quella di Milano è la prima tappa del tour della ricca collezione di Sterling and Francine Clark Art Institute, di Williamstown, Stati Uniti, che comprende grandi opere francesi del XIX secolo, con stupendi dipinti di Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Edgar Degas, Édouard Manet, Berthe Morisot e Camille Pissarro.
Successivamente la collezione Clark sarà ospitata in Francia, al Musée des Impressionnismes di Giverny, dal 13 luglio al 31 ottobre 2011, e poi in Spagna, alla CaixaForum di Barcelona, dal 18 novembre 2011 al 12 febbraio 2012, e poi proseguirà nei maggiori musei di tutto il mondo.
La mostra Impressionisti. Capolavori della Collezione Clark contiene73 opere dei maestri francesi dell’Ottocento.

Lo Sterling and Francine Clark Art Institute nasce nel 1955 a Williamstown, New England, Massachusetts, grazie a Robert Sterling Clark, uno degli eredi del patrimonio delle macchine da cucire Singer, e alla moglie Francine Clary Clark, che insieme acquistarono il nucleo principale della collezione fra il 1910 e il 1950. Il fiore all’occhiello dell’istituzione è la sua collezione di dipinti francesi oltre a capolavori europei e americani che vanno dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento. La collezione Clark ha continuato a crescere grazie ad acquisizioni e donazioni e la holding dei Clark riunisce oggi circa 8000 pezzi tra i quali 500 quadri e importanti collezioni di opere su carta e di arte decorativa.
L’istituto riveste da sempre la duplice missione di museo d’arte e di centro di ricerca e alto perfezionamento nel campo delle arti visive e le sue consistenti risorse nonché le esposizioni e i vivaci programmi accademici proposti in sede, attirano visitatori, studenti e studiosi da ogni dove.
Il Clark Art Institute organizza inoltre grandi mostre esportando le proprie opere in tutto il mondo. L’ultima e più recente è l’importante monografica Pasión por Renoir, aperta ad ottobre 2010 al Museu Nacional del Prado di Madrid, con l’intera collezione di trentuno dipinti di Pierre-Auguste Renoir, mai usciti prima insieme dalla sede di Williamstown.
Dopo Madrid, ventuno di questi capolavori giungono a Milano per l’appuntamento dedicato agli Impressionisti come corpus centrale di un innedito e suggestivo percorso che, accanto ai dipinti di Renoir, Monet, Degas, Manet, Morisot e Pissarro, include altresì opere fondamentali dei pittori barbizonniers quali Jean-Baptiste-Camille Corot, Jean-François Millet, e Theodore Rousseau, dei maggiori pittori accademici del tempo quali William-Adolphe Bouguereau, Jean-Léon Gérôme e Alfred Stevens, e di postimpressionisti quali Pierre Bonnard, Paul Gauguin e Henri de Toulouse-Lautrec.
La mostra è curata da Richard Rand, Senior Curator presso lo Sterling and Francine Clark Art Institute e il percorso espositivo, organizzato con la consulenza scientifica di Stefano Zuffi, è articolato in dieci sezioni incentrate sui temi fondamentali che testimoniano le innovazioni stilistiche e tecniche della seconda metà dell’Ottocento: Impressione, Luce, Natura, Mare, Città e campagna, Viaggi, Corpo, Volti, Società e Piaceri.

Se ho suscitato in voi la voglia di vedere questi quadri ecco le informazioni pratiche:

Titolo mostra: Impressionisti. Capolavori della Collezione Clark
Sede: Palazzo Reale, Piazza Duomo 12, Milano
Date al pubblico: 2 marzo - 19 giugno 2011
Orari: tutti i giorni 9.30-19.30, lunedì 14.30-19.30, giovedì e sabato 9.30-22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Biglietti: intero € 9,00, ridotto € 7,50, ridotto scuole € 4,50
Catalogo: Skira
Sito web: www.impressionistimilano.it

mercoledì, dicembre 08, 2010

anatre alla Scala


Con un suggestivo gioco di luci uno stormo di anatra volava lentamente attraverso la facciata della Scala di Milano.
Accadeva lo scorso dicembre

martedì, dicembre 07, 2010

paper terminator

Ringrazio Ross per la segnalazione

Quando l'ho vista ho pensato subito al primo Terminator, ma poi osservandola bene anche io, come Ross, ne sono rimasta affascinata.
Si tratta di una delle spettacolari sculture di James Corbett realizzate tutte con pezzi di vecchie auto presi dai demolitori.
Tutto ebbe inizio nel 1999, quando l'australiano James Corbett di Brisbane costruì la sua prima scultura con pezzi di recupero di vecchie auto. Si trattava di una off road race buggy.
Da allora le creature di James si sono moltiplicate, spaziando anche nel regno animale, come dimostra questa splendida papera.
Opere di questo artista si trovano in Australia, Inghilterra, Svizzera, Nuova Zelanda, Giappone, i Emirati Arabi e Stati Uniti .

mercoledì, agosto 04, 2010

Le cinque anatre di Guccini

Uscita nel 1978 all'interno dell' LP Amerigo , digitalizzata nel 1996

Le cinque anatre

Cinque anatre volano a sud
molto prima del tempo l’inverno è arrivato
cinque anatre in volo vedrai contro il sole velato
contro il sole velato

Nessun rumore sulla taigà
solo un lampo un istante ed un morso crudele
quattro anatre in volo vedrai ed una preda cadere
ed una preda cadere

Quattro anatre volano a sud
quanto dista la terra che le nutriva
quanto la terra che le nutrirà e l’inverno già arriva
e l’inverno già arriva

Il giorno sembra non finire mai
bianca fischia ed acceca nel vento la neve
solo tre anatre in volo vedrai e con un volo ormai greve
e con un volo ormai greve

A cosa pensan nessuno lo saprà
nulla pensan l’inverno e la grande pianura
e a nulla il gelo che il suolo spaccherà con un gridare che dura
con un gridare che dura

E il branco vola, vola verso sud
nulla esiste più attorno se non sonno e fame
solo due anatre in volo vedrai verso il sud che ora appare
verso il sud che ora appare

Cinque anatre andavano a sud
forse una soltanto vedremo arrivare
ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare
che bisognava volare
che bisognava volare
che bisognava volare



venerdì, gennaio 29, 2010

papera e dragone

vi ricordate della mastodontica papera dell'artista olandese Florentijn Hofman l'autore dell'opera mobile “Canard de bain” ("Rubber Duck", "Paperina Gialla) che nell'agosto 2007 se ne andava beata all'estuario della Loira?
La paperona gialla di cui il suo autore diceva Un puntino giallo appare all'orizzonte e lentamente si avvicina alla riva. La Papera non conosce frontiere, non fa discriminazioni tra le persone e non porta messaggi politici. La Papera rappresenta una figura amichevole che illumina con il suo giallo abbagliante allentando così le tensioni mondiali.


La Paperina gialla, questo oggetto domestico che popola il nostro immaginario collettivo, diventa, ancorato lungo la Loire, un giallo monocromo monumentale che diventa architettura in quanto tale. La Papera diventa edificio. "
Perché ne riparlo qui? Perché per caso mi sono imbatuta nel blog di un giapponese che parlava della visita della papera a Suito-Osaka nell'ottobre del 2009.
La paperona è stata accolta da un dragone orientale che anziché fiamme faceva uscire acqua dalle proprie fauci.
Eccovi il filmato

domenica, gennaio 10, 2010

ancora a proposito di Froid de canard

Sempre a proposito di froid de canard trovo molto graziosa questa ceramica raku
che rappresenta una papera con sciarpa e scaldamuscoli coodinati.


è opera di Cherryl Taylor, una signora inglese trapiantata da anni in Francia che crea fantastici animali con l'imprevedibile tecnica giapponese raku.
Eco qui tre oche in processione



Devo però riconoscere che l'animale più riuscito di Cherryl non è la papera, ma sono il gatto e il lupo.
Per rendervene conto con i vostri occhi fate un giro sul blog di Cherryl Taylor

lunedì, luglio 27, 2009

papere incise


Anche quando non le cerco le papere mi capitano sotto gli occhi.
E' il caso di questa litografia.
Ero arrivata chissà come su vevrveeart ho cliccato su un link sopra l'Italia e mi sono trovata nel blog di un artista australiana che spiegava di aver ritrovato un suo vecchio disegno e di averne ricavato questa incisione.
Purtoppo ne ricordo solo il nome Robin.
Ovviamente clicka di qua e clicka di là non riesco più a ritrovare il blog di Robin. Mi rimane solo ques'immagine che avevo -fortunatamente- copiato nella clipboard

martedì, giugno 16, 2009

Papere celtiche

Presso i celti era molta diffusa l'usanza di rappresentare forme animali, infatti gli animali, domestici o selvatici, occupano un posto di rilievo nella religione celtica.
I Celti credevano che gli animali fosseero il legame tra il mondo terrestre e quello sovrannaturale. Questa concezione rimase attuale sino all'inizio dell'era cristiana.
Si possono trovare manoscritti, sculture in pietra o fusioni in bronzo di figure animali.
Difficilmente la rappresentazione è realistica, di solito si tratta di immagini schematiche o deformate: code divise in tre parti, teste enormi, arti lunghissimi... Questo modo di rappresentare le figure lo ritroviamo già nella Gran Bretagna dell'Età del Ferro.
Nei testi mitologici o epici di Gallia e Irlanda non viene mai fatta menzione della papera, il più delle volte è confusa con il cigno
Per cui è difficile risalire a un particolare significato simbolico. Tuttavia, si trovano rappresentazioni di papere sugli oggetti celtici dell'epoca della Tène, si è quindi portati ad assegnare alla papera lo stesso significato attribuito al cigno:

Cigno

In Irlanda era considerato come l'uccello dell'Altro Mondo.

In realtà, secondo Guyonvarc'h, tutti gli uccelli sembravano appartenere al sid, ma il cigno appariva molto più frequentemente degli altri, infatti era l'la rappresentazione più diffusa dei messaggeri dell'Aldilà.

I cigni sono raffigurati spesso in coppia, spesso una catena d'oro o d'argento li unisce per il collo.

Su molte opere d'arte celtiche sono riprodotti due cigni su un lato della barca solare, con il compito di accompagnare il defunto nel suo viaggio attravero l'oceano celeste.

Venendo da nord, o ritornandovi, i cigni simbolizzavano lo stato superiore (angelico) dell'essere che in quel momento stava ritornando verso il Principe supremo.

Sul continente spesso i cigni venivano confusi con le gru o con le oche, questo, secondo Cesare, avrebbe spiegato la proibizione, di mangiare carne di gru e di oca dei Bretoni.

Presso i Celti il cigno era un simbolo di purezza, di regalità, di luce e di femminilità. Veniva associato all'amore. Quindi era sacro e intoccabile.

Etaine III et Mider il re del Mondo Invisibile si trasformarono in cigno per sfuggire alla collera del re Eochaid.




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giovedì, giugno 11, 2009

La papera di Pompon

Negli ani '20 del XX secolo François Pompon creò questa deliziosa paperina in bronzo patinato (dimensioni :12 cm x 15 cm x 19 cm).
Ma vediamo chi era Pompon.

Figlio di un ebanista di Saulieu, Pompon iniziò subito a scolpire la pietra e ad intagliare il legno, poi entrò alla scuola di belle arti di Digione dove studiò architettura, scultura e incisione. Nel 1874 si trasferì a Parigi, dove partecipò come decoratore alla realizzazione delle opere che fecero la Parigi-secondo-impero.
Realizzò le figure decorative e le cariatidi del municipio, poi entrò nell'atelier di Rodin dove rimase per quindici anni.
Divenne famoso solo a 67 anni, quando vinse
L'orso bianco al Salone del 1922.
Pompon è noto soprattutto per i suoi animali, nelle cui sculture dalle forme essenziali esalta il gioco della luce sulle superfici lisce, lucide.
I 300 pezzi del lascito di F. Pompon dapprima custoditi a Parigi al mueo d'Orsaysono adesso esposti al Museo delle Belle Arti. di Digione

Nei musei francesi dovrebbe essere ancora possibile acquistare una riproduzione in resina di questa deliziosa papera.
Per saperne di più su Francois Pompon visitate il sito del museo di Saulieu a lui dedicato.
Vi consiglio di dare un'occhiata alle sue sculture, specialmente se siete affascinati dal più conosciuto Rodin di cui Pompon fu l'assistente.

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