Kimono con le anatre
“Madama Butterfly, l’Oriente ritrovato”, a cura di Vittoria Crespi Morbio, racconta le meraviglie dischiuse sulla scena scaligera da registi, scenografi e costumisti, da Caramba a Foujita fino a Keita Asari.
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argomenti: moda papera, papere e arte
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argomenti: papere di gomma, papere e arte, rubber duck
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Da dicembre è visitabile la famosa Tomba etrusca delle Anatre a Veio
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Narra la leggenda che Martino designato vescovo, fosse riluttante ad accettare l'incarico. Non si sentiva all'altezza del compito che lo aspettava, così si nascose in un ricovero dove erano custodite alcune oche.
Lo starnazzare delle pennute rivelò il nascondiglio di Martino che venne così scoperto.
Secondo la leggenda Martino fu molto contrariato, e stabilì che l'11 novembre di ogni anno le oche dovessero essere macellate. Questo è il motivo per cui spesso nell'iconografia dei paesi del nord europa S.Martino, vescovo di Tours viene rappresentato con un'oca.
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Ero andata a questa mostra incuriosita dalle oche di Monet.
Ma, se si parla di oche, questo dipinto di Constant Troyon mi ha sicuramente colpito di più del Monet.
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“Il cacciatore di anatre” è il titolo del film del regista Egidio Veronesi in programmazione al Festival del Cinema d’Arte di Bergamo.
Se volete vederlo andate al Chiostro del Seminarino, in via Tassis 12 Se piove spostatevi nell’adiacente teatro.
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Questa statua si trova a Parigi, al museo del Louvre, ma proviene dall'Italia da dove è stata gentilmente sottratta in epoca Napoleonica, quando i conquistatori francesi facevano man bassa delle opere d'arte che incontravano nei paesi conquistati e le spedivano direttamente nei magazzini del Louvre.
L'epoca romana ci ha lasciato molte statue che rappresentano un bambino alle prese con un'oca.
Già nel 3° secolo a.C. il poeta greco Herondas cita un gruppo simile a quello di cui faceva parte questa statua (Mimes, IV, 30-31), il gruppo si trovava nel tempio di Asclépios à Cos nel Dodecanneso.
Questo Fanciullo con l'oca proviene dalla villa romana dei Quintili sull'Appia Antica, dalla quale provengono anche le statue analoghe custodite nei Musei Vaticani a Roma, nella Gliptoteca di Monaco di Baviera e una collezione privata . Si pensa che tutte e quattro facessero parte di un gruppo che ornava la vasca di una fontana della villa.
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Non è tra i miei Monet preferiti, non amo molto quel giallo che sa di marrone, preferisco i blu e i verdi che qui invece sono usati con parsimonia.
Ma anche se non è il mio preferito è pur sempre un bel gran Monet questo Oche nel ruscello della Collezione Clark.
Al momento, e fino al 19 giugno 2011 rimarrà esposto al Palazzo Reale di Milano nell'ambito della mostra Impressionisti. Capolavori della Collezione Clark.
Ecco qualche info su questa mostra e sulla Collezione Clark:
Quella di Milano è la prima tappa del tour della ricca collezione di Sterling and Francine Clark Art Institute, di Williamstown, Stati Uniti, che comprende grandi opere francesi del XIX secolo, con stupendi dipinti di Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Edgar Degas, Édouard Manet, Berthe Morisot e Camille Pissarro.
Successivamente la collezione Clark sarà ospitata in Francia, al Musée des Impressionnismes di Giverny, dal 13 luglio al 31 ottobre 2011, e poi in Spagna, alla CaixaForum di Barcelona, dal 18 novembre 2011 al 12 febbraio 2012, e poi proseguirà nei maggiori musei di tutto il mondo.
La mostra Impressionisti. Capolavori della Collezione Clark contiene73 opere dei maestri francesi dell’Ottocento.
Lo Sterling and Francine Clark Art Institute nasce nel 1955 a Williamstown, New England, Massachusetts, grazie a Robert Sterling Clark, uno degli eredi del patrimonio delle macchine da cucire Singer, e alla moglie Francine Clary Clark, che insieme acquistarono il nucleo principale della collezione fra il 1910 e il 1950. Il fiore all’occhiello dell’istituzione è la sua collezione di dipinti francesi oltre a capolavori europei e americani che vanno dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento. La collezione Clark ha continuato a crescere grazie ad acquisizioni e donazioni e la holding dei Clark riunisce oggi circa 8000 pezzi tra i quali 500 quadri e importanti collezioni di opere su carta e di arte decorativa.
L’istituto riveste da sempre la duplice missione di museo d’arte e di centro di ricerca e alto perfezionamento nel campo delle arti visive e le sue consistenti risorse nonché le esposizioni e i vivaci programmi accademici proposti in sede, attirano visitatori, studenti e studiosi da ogni dove.
Il Clark Art Institute organizza inoltre grandi mostre esportando le proprie opere in tutto il mondo. L’ultima e più recente è l’importante monografica Pasión por Renoir, aperta ad ottobre 2010 al Museu Nacional del Prado di Madrid, con l’intera collezione di trentuno dipinti di Pierre-Auguste Renoir, mai usciti prima insieme dalla sede di Williamstown.
Dopo Madrid, ventuno di questi capolavori giungono a Milano per l’appuntamento dedicato agli Impressionisti come corpus centrale di un innedito e suggestivo percorso che, accanto ai dipinti di Renoir, Monet, Degas, Manet, Morisot e Pissarro, include altresì opere fondamentali dei pittori barbizonniers quali Jean-Baptiste-Camille Corot, Jean-François Millet, e Theodore Rousseau, dei maggiori pittori accademici del tempo quali William-Adolphe Bouguereau, Jean-Léon Gérôme e Alfred Stevens, e di postimpressionisti quali Pierre Bonnard, Paul Gauguin e Henri de Toulouse-Lautrec.
La mostra è curata da Richard Rand, Senior Curator presso lo Sterling and Francine Clark Art Institute e il percorso espositivo, organizzato con la consulenza scientifica di Stefano Zuffi, è articolato in dieci sezioni incentrate sui temi fondamentali che testimoniano le innovazioni stilistiche e tecniche della seconda metà dell’Ottocento: Impressione, Luce, Natura, Mare, Città e campagna, Viaggi, Corpo, Volti, Società e Piaceri.
Se ho suscitato in voi la voglia di vedere questi quadri ecco le informazioni pratiche:
Titolo mostra: Impressionisti. Capolavori della Collezione Clark
Sede: Palazzo Reale, Piazza Duomo 12, Milano
Date al pubblico: 2 marzo - 19 giugno 2011
Orari: tutti i giorni 9.30-19.30, lunedì 14.30-19.30, giovedì e sabato 9.30-22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Biglietti: intero € 9,00, ridotto € 7,50, ridotto scuole € 4,50
Catalogo: Skira
Sito web: www.impressionistimilano.it
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argomenti: natale, papere, papere e arte
Ringrazio Ross per la segnalazione
Quando l'ho vista ho pensato subito al primo Terminator, ma poi osservandola bene anche io, come Ross, ne sono rimasta affascinata.
Si tratta di una delle spettacolari sculture di James Corbett realizzate tutte con pezzi di vecchie auto presi dai demolitori.
Tutto ebbe inizio nel 1999, quando l'australiano James Corbett di Brisbane costruì la sua prima scultura con pezzi di recupero di vecchie auto. Si trattava di una off road race buggy.
Da allora le creature di James si sono moltiplicate, spaziando anche nel regno animale, come dimostra questa splendida papera.
Opere di questo artista si trovano in Australia, Inghilterra, Svizzera, Nuova Zelanda, Giappone, i Emirati Arabi e Stati Uniti .
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argomenti: papere e arte, statue
Uscita nel 1978 all'interno dell' LP Amerigo , digitalizzata nel 1996
Le cinque anatre
Cinque anatre volano a sud
molto prima del tempo l’inverno è arrivato
cinque anatre in volo vedrai contro il sole velato
contro il sole velato
Nessun rumore sulla taigà
solo un lampo un istante ed un morso crudele
quattro anatre in volo vedrai ed una preda cadere
ed una preda cadere
Quattro anatre volano a sud
quanto dista la terra che le nutriva
quanto la terra che le nutrirà e l’inverno già arriva
e l’inverno già arriva
Il giorno sembra non finire mai
bianca fischia ed acceca nel vento la neve
solo tre anatre in volo vedrai e con un volo ormai greve
e con un volo ormai greve
A cosa pensan nessuno lo saprà
nulla pensan l’inverno e la grande pianura
e a nulla il gelo che il suolo spaccherà con un gridare che dura
con un gridare che dura
E il branco vola, vola verso sud
nulla esiste più attorno se non sonno e fame
solo due anatre in volo vedrai verso il sud che ora appare
verso il sud che ora appare
Cinque anatre andavano a sud
forse una soltanto vedremo arrivare
ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare
che bisognava volare
che bisognava volare
che bisognava volare
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argomenti: canzoncine con le papere, papere e arte
vi ricordate della mastodontica papera dell'artista olandese Florentijn Hofman l'autore dell'opera mobile “Canard de bain” ("Rubber Duck", "Paperina Gialla) che nell'agosto 2007 se ne andava beata all'estuario della Loira?
La paperona gialla di cui il suo autore diceva Un puntino giallo appare all'orizzonte e lentamente si avvicina alla riva. La Papera non conosce frontiere, non fa discriminazioni tra le persone e non porta messaggi politici. La Papera rappresenta una figura amichevole che illumina con il suo giallo abbagliante allentando così le tensioni mondiali.
La Paperina gialla, questo oggetto domestico che popola il nostro immaginario collettivo, diventa, ancorato lungo la Loire, un giallo monocromo monumentale che diventa architettura in quanto tale. La Papera diventa edificio. "
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argomenti: papere e arte
Sempre a proposito di froid de canard trovo molto graziosa questa ceramica raku
che rappresenta una papera con sciarpa e scaldamuscoli coodinati.
è opera di Cherryl Taylor, una signora inglese trapiantata da anni in Francia che crea fantastici animali con l'imprevedibile tecnica giapponese raku.
Eco qui tre oche in processione
Devo però riconoscere che l'animale più riuscito di Cherryl non è la papera, ma sono il gatto e il lupo.
Per rendervene conto con i vostri occhi fate un giro sul blog di Cherryl Taylor
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argomenti: papere e arte

Anche quando non le cerco le papere mi capitano sotto gli occhi.
E' il caso di questa litografia.
Ero arrivata chissà come su vevrveeart ho cliccato su un link sopra l'Italia e mi sono trovata nel blog di un artista australiana che spiegava di aver ritrovato un suo vecchio disegno e di averne ricavato questa incisione.
Purtoppo ne ricordo solo il nome Robin.
Ovviamente clicka di qua e clicka di là non riesco più a ritrovare il blog di Robin. Mi rimane solo ques'immagine che avevo -fortunatamente- copiato nella clipboard
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argomenti: disegni di papere, papere e arte
Presso i celti era molta diffusa l'usanza di rappresentare forme animali, infatti gli animali, domestici o selvatici, occupano un posto di rilievo nella religione celtica.
I Celti credevano che gli animali fosseero il legame tra il mondo terrestre e quello sovrannaturale. Questa concezione rimase attuale sino all'inizio dell'era cristiana.
Si possono trovare manoscritti, sculture in pietra o fusioni in bronzo di figure animali.
Difficilmente la rappresentazione è realistica, di solito si tratta di immagini schematiche o deformate: code divise in tre parti, teste enormi, arti lunghissimi... Questo modo di rappresentare le figure lo ritroviamo già nella Gran Bretagna dell'Età del Ferro.
Nei testi mitologici o epici di Gallia e Irlanda non viene mai fatta menzione della papera, il più delle volte è confusa con il cigno
Per cui è difficile risalire a un particolare significato simbolico. Tuttavia, si trovano rappresentazioni di papere sugli oggetti celtici dell'epoca della Tène, si è quindi portati ad assegnare alla papera lo stesso significato attribuito al cigno:
Cigno
In Irlanda era considerato come l'uccello dell'Altro Mondo.
In realtà, secondo Guyonvarc'h, tutti gli uccelli sembravano appartenere al sid, ma il cigno appariva molto più frequentemente degli altri, infatti era l'la rappresentazione più diffusa dei messaggeri dell'Aldilà.
I cigni sono raffigurati spesso in coppia, spesso una catena d'oro o d'argento li unisce per il collo.
Su molte opere d'arte celtiche sono riprodotti due cigni su un lato della barca solare, con il compito di accompagnare il defunto nel suo viaggio attravero l'oceano celeste.
Venendo da nord, o ritornandovi, i cigni simbolizzavano lo stato superiore (angelico) dell'essere che in quel momento stava ritornando verso il Principe supremo.
Sul continente spesso i cigni venivano confusi con le gru o con le oche, questo, secondo Cesare, avrebbe spiegato la proibizione, di mangiare carne di gru e di oca dei Bretoni.
Presso i Celti il cigno era un simbolo di purezza, di regalità, di luce e di femminilità. Veniva associato all'amore. Quindi era sacro e intoccabile.
Etaine III et Mider il re del Mondo Invisibile si trasformarono in cigno per sfuggire alla collera del re Eochaid.
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argomenti: la papera nei secoli, papere e arte
Negli ani '20 del XX secolo François Pompon creò questa deliziosa paperina in bronzo patinato (dimensioni :12 cm x 15 cm x 19 cm).
Ma vediamo chi era Pompon.
Figlio di un ebanista di Saulieu, Pompon iniziò subito a scolpire la pietra e ad intagliare il legno, poi entrò alla scuola di belle arti di Digione dove studiò architettura, scultura e incisione. Nel 1874 si trasferì a Parigi, dove partecipò come decoratore alla realizzazione delle opere che fecero la Parigi-secondo-impero.
Realizzò le figure decorative e le cariatidi del municipio, poi entrò nell'atelier di Rodin dove rimase per quindici anni.
Divenne famoso solo a 67 anni, quando vinse L'orso bianco al Salone del 1922.
Pompon è noto soprattutto per i suoi animali, nelle cui sculture dalle forme essenziali esalta il gioco della luce sulle superfici lisce, lucide.
I 300 pezzi del lascito di F. Pompon dapprima custoditi a Parigi al mueo d'Orsaysono adesso esposti al Museo delle Belle Arti. di Digione
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