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martedì, dicembre 06, 2011

Papere da presepe

Si dia inizio alla kermesse natalizia!
(musica da fiera in sottofondo) Venghino, venghino Siore e Siori ad ammirare questo bel  laghetto dove nuotano le paperelle.
Un laghetto simpatico, pratico e asiutto che non sporca, che non bagna e che non provoca guai al vostro presepe:

Per le sue forme rotondeggianti, siore e siori, è oppurtuno inserirlo nel contesto adatto, dicasi adatto il presepe di marca Thun. Fate felici i vostri bambini, siore e siori, accattatevillo per una siocchezzuola, solo 41 euri e pochi spissioletti!

Carino. In tutti i sensi.




sabato, dicembre 18, 2010

venerdì, dicembre 17, 2010

lunedì, dicembre 13, 2010

sabato, dicembre 11, 2010

papere come palline?

Se siete alla ricerca di addobbi per l'albero di natale date un'occhiata qua:

Non sbrilluccicano, ma mettono allegria queste 6 paperine con la sciarpina e il berrettino alla Babbo Natale.
Misurano circa 5 cm. Sono leggere e non costano tanto: 6.79 euro per tutte e 6. Un affarone dato che una unica papera la paghereste ben 2.19 euro.
Per evitare le solite e-mai accorate del tipo "Dimmi dove posso comprarle" vi dico fin da adesso che io le avevo viste sul sito tedesco dedicato alle papere www.duckshop.de
Se decidete di addobarci l'albero scattate una foto e mandatemela a infol@mondopapera.net per vederla pubblicata su questo blog.

mercoledì, dicembre 08, 2010

anatre alla Scala


Con un suggestivo gioco di luci uno stormo di anatra volava lentamente attraverso la facciata della Scala di Milano.
Accadeva lo scorso dicembre

lunedì, dicembre 06, 2010

sabato, luglio 10, 2010

Fai volare la papera



In mancanza di una papera in piume ed ossa da far livrare nel cielo dell'alba dovete accontentarvi di questa.
Se ci mettete la giusta dose di trazione potete farla atterrare a 50 piedi di distanza. O per lo meno così recita il claim del sito che la vende per circa 6$

E mentre vola fa pure QUACK QUACK QUACK

domenica, gennaio 31, 2010

Le paperelle di Gilli


Lo confesso, come Don Abbondio ho esclamato tra me e me "Gilli? chi era costui?"

Le riviste di moda mi annoiano, le vetrine non mi interessano, lo shopping non è uno dei miei passatempi preferiti. Così rischio di farmi sfuggire spunti interessanti.
Ma sul Corriere di oggi un trafiletto in una pagina interna mi ha colpito, e ho iniziato a documentarmi.
Il trafiletto era illustrato con una piccola foto sgranata, ma inequivocabile: deretano con papera.
Ossia una paperella gialla applicata sulla tasca posteriore di un paio di blue jeans.
Non ho di certo intenzione di spendere un capitale in un paio di calzoni di denim solo perche hanno una papera. Ma la cosa mi ha davvero incuriosito.
Ho così scoperto che esiste una tale Giulia Ligresti (ma non erano palazzinari?) proprietaria di questo marchio Gilli.
La signora non ha avuto molta fantasia nello scegliersi il marchio (che fosse il suo nick sul web?) ma sicuramente la fantasia non manca a chi disegna le sue borse.
Ne vidi un paio in un negozio qualche mese fa.
Non avevano papere, ma altri animali.
Ne rimasi conquistata, ammirata dalla fantasia, dall'originalità, dalla voglia di giocare di chi le aveva disegnate. Se avesse avuto uno zero in meno me ne sarei comprata una di corsa, anche se chi era con me in quel momento mi guardava inorriditoo :"non ti piacerà mica quella roba lì?!"
Ebbene sì, mi piaceva proprio tanto, anche se non al punto di spenderci i soldi che chiedevano.
Visitando il sito di Gilli ho trovato vari modellidi borse, e non solo, con la papera:

il classico cubo in pelle
il cubo in tessuto

in pelle con la papera in versione invernale: berrettino, sciarpina leopardata e ...slittino o sci?




qui sopra un'ampio assortimento di shopper in tessuto con la classica paperella gialla

dissacrante, provocatoria, divertente... bellissima: in pelle con Paperon de' Paperoni, il suo primo cent, il sacco di dollari con l'emblema, il mitico deposito in cima alla collina e la 313.
Cosa si può voler di più in una borsa?

come mi avevo detto prima, avevo visto sul corriere una fotina di un deretano ornato da una papera giallaquale miglior cintura da abbinare ai jeans appena visti?


Vi ripropongo qui sotto l'immagine di apertura del sito di Gilli, l'oca con la borsa nel becco, solo per invitarvi a ingrandire bene l'immagine e osservare l'oca.
Ottimo lavoro di body art, la mano pare davvero la testa di un oca!
Se vi ho incuriosito andate a dare un'occhiata al sito di Gilli


P.S. con tutto il parlare che ne ho fatto Giulia adesso dovrebbe almeno regalarmi la borsa con Paperon de' Paperoni!!!

sabato, dicembre 19, 2009

papera natalizia



Se pensavate che le papere natalizie fossero solo da appendere all'albero... beh, vi sbagliavate di grosso!
Questo paperottolo dall'aria un giuliva è un piccolo soprammobile altro pochi centimetri

martedì, novembre 10, 2009

Le oche e San Martino


L' 11 novembre, è la Festa di San Martino, vescovo di Tours nel IV secolo, uno dei santi più celebri fin dal Medioevo perché a lui sono connessi tanti detti, proverbi, riti, usanze e tradizioni gastronomiche in molti luoghi dell'Europa.

Uno di questi riguarda per l'appunto le oche:

Secondo un detto lombardo: "Per San Martino castagne, oca e vino!".

Un'usanza, quella di mangiare l'oca, da rispettare per avere fortuna, come ci ricordano i Veneti: "Chi no magna l'oca a San Martin nol fa el beco de un quatrin!".

Ma perché l'oca viene mangiata per la Festa di San Martino?

La tradizione si ispira a una leggenda: era l'anno 371 quando san Martino venne eletto per acclamazione vescovo di Tours in Francia, lui però si nascose in campagna perché preferiva continuare a vivere come semplice monaco. Ma un storno di oche rivelò con le sue strida il nascondiglio del santo agli inseguitori e così dovette accettare e diventare il grande vescovo che poi è stato.

Un'altra interpretazione più sensata afferma invece che siccome le oche selvatiche migrano verso sud all'approssimarsi dell'inverno, ai primi di novembre è facile cacciarle e dopo, naturalmente, cucinarle. Forse per questo si afferma che: "Oca e vino, tieni tutto per San Martino".

In ogni modo la scelta del grasso volatile come cibo tipico della festa di San Martino non è casuale perché dietro la popolare usanza gastronomica si celano vestigia di antiche credenze religiose che deriverebbero dalle celebrazioni del Samuin Celtico: l'oca di san Martino sarebbe dunque una discendente di quelle oche sacre ai Celti, simboli del Messaggero divino, che accompagnavano le anime dei defunti nell'aldilà. Per questo in tutti i Paesi dove la religione celtica era più radicata vi è ancora oggi la consuetudine di mangiare l'oca proprio in questi giorni, a partire dal giorno di Ognissanti, come ci rammentano alcuni versi del Tassoni:

E il giorno di Ognissanti al dì nascenteognun partì de la campagna rasae
tornò lieto a mangiar l'oca a casa
.

In Boemia, non solo si mangia l'oca per San Martino, ma se ne trae l'oroscopo per l'inverno: se le ossa sono bianche, l'inverno sarà breve e mite, se scure è segno di pioggia, neve e freddo.

Gli svizzeri, l'11 novembre, la mangiano ripiena di fette finissime di mele; mentre in Germania la si riempie di artemisia profumata, mele, marroni glassati col miele, uva passita e le stesse interiora dell'animale. Dicono i tedeschi che l'oca perché sia veramente buona deve provenire dalla Polonia o dall'Ungheria (patria di san Martino che era nato nell'antica Pannonia).

In Italia i pranzi a base d'oca nei giorni di San Martino, sono tipici soprattutto del nord: Friuli, Veneto, Lombardia e Romagna. All’antica "Sagra dell'Oca" di Morsano al Tagliamento, in provincia di Pordenone per la “Cena di San Martino” viene servito un intero menù a base d'oca. Mentre in provincia di Pavia, a Mortara, detta "la città dell'oca" c'è persino un salame d’oca detto anche “salame ecumenico”, perché d’origine ebraica, prodotto con il metodo Koscher.

La ricetta tipica della Padania più diffusa per San Martino è il "bottaggio", simile alla "casoeuola" lombarda: nell'oca così preparata la freschezza e la fragranza della verza attenua l'intensità del suo sapore un po' dolciastro.

Una curiosità: nella cucina tradizionale romana non vi sono ricette per cucinare l'oca, forse per ancestrale riconoscenza dei Romani verso questi volatili, simbolo di fedeltà e vigilanza. D'altronde le oche che sorvegliavano il tempio della dea Giunone al Campidoglio riuscirono a salvare il colle dall'invasione dei Galli nel 390 a.C. dando l'allarme con le loro strida!

Tutte queste notizie le ho tratte dal blog Marinacepedafuentes.com Seguite il link per trovare una montagna di informazioni su San Martino e tanto altro.

mercoledì, ottobre 21, 2009

Beccami


Mai stati beccati da una papera?
Fa maaaaale!

lunedì, ottobre 12, 2009

Cane, gatto e papera: tutti insieme appassionatamente

Sapevo che i ricci andavano pazzi per i croccantini dei gatti, ma non pensavo che anche le anatre li amassero a tal punto

giovedì, ottobre 08, 2009

Due papere sul parquet

Farsi prestare due papere per portarle a casa e giocarci un po' .
Succede anche questo!

domenica, ottobre 04, 2009

La madre ideale

La cosa che mi ha colpito di più in questo lunghissimo filmato è come mamma papera sa farsi ubbidire dai propri paperini con pochi sommessi "quack quack"
Sempre attenta ai suoi piccoli riesce a controllarli senza mai alzare la voce, senza scomporsi troppo, e i piccini ubbidienti le nuotano vicini.
Sarebbe un sogno se anche le madri e bambini si comportassero così.
Immaginate un supermecato dove bambini ubbidienti stanno vicino a madri che parlano loro sottovoce. Un sogno!
Vi avviso, il filmato è lungo, dura oltre 8 minuti, ma alcune inquadrature di papera e paperini valgono la pena dell'attesa

lunedì, settembre 28, 2009

Non date da mangiare agli animali

Non date da mangiare agli animali, soprattutto se siete così incoscenti come la donna del filmato

giovedì, settembre 24, 2009

Le papere di Davide Copperfield


invece dei soliti conigli Copperfield usa le papere

domenica, settembre 20, 2009

amor filiale


"mammina, stacci vicino vicino!"
"Figli miei, quanto siete appiccicosi!"

sabato, settembre 12, 2009

il vademecum dell'allevatore di papere


Ogni tanto capita che mi pongano qualche domanda imbarazzante sulle papere in carne ed ossa, domande del tipo "come faccio a capire se un pulcino di anatra è maschio o femmina"
Io, come collezionista di papere, sempre vissuta in città, ho una conoscenza molto limitata in fatto di papere nuotanti e respiranti, così per tutti quelli che hano bisogno di informazioni pratiche pubblico il link alla pagina di Darcy Logan How To Raise a Duck as a Pet

giovedì, settembre 10, 2009

NonnaPapera a Calcata

...ma non sono io!




Marty è andata a Calcata in provincia di Viterbo e come ha visto questa insegna ha subito pensato a questo blog, l'ha fotografata e mi ha mandato queste due immagini.
Un pensiero davvero carino, grazie Marty!

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