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lunedì, febbraio 08, 2010

L' Uchèt del Gagèt (L'ochetta del contadinotto)



Già in passato vi avevo parlato del Gagèt còl sò Uchèt di Crema.
Il termine Gagét sta a indicare il contadinotto che vestito a festa veniva in città in occasione della fiera, per vendere i suoi prodotti tipici, tra cui l'oca e ... i suoi derivati.
Il personaggio, diventato ormai il simbolo del carnevale cremasco, fu inventato nel 1955 da un oste della città, fine osservatore della popolazione che sfilava davanti alla sua bottega. E a allora i replicanti del Gagét non si contano. Tutti rigorosamente con il fazzolettone a righe bianche e rosse (i colori della città di Crema), il cappellaccio floscio in testa e ... l'oca sotto il braccio.

Dal punto di vista di sfilate, carri allegorici, coriandoli e ballerini pare che il carnevale di Crema sia il più importante della Lombardia. Domenica prossima c'è il gran finale.
Qui tutte le info sulle sfilate, i mercatini e tutto il resto.
Foto e info tratte dal sito dedicato al carnevale Cremasco

domenica, febbraio 07, 2010

Vendesi oche enormi


Se siete affezionati lettori di questo blog sicuramente avrete riconosciuto le ocone qui sopra.
Sono tre componenti del carro del Carnevale di Viareggio del 2009 intitolato Quelli che ben pensano… per gli altri , autori Gilbert Lebigre e Corinne Roger.
Dalla foto qui sopra potete rendervi conto della dimensione delle tre oche: sono abbastanza ingombranti.
Ma se avete lo spazio per ospitarle... beh... è proprio un affarone!
Ogni oca viene venduta a 2.500 euro.
Le misure esatte sono queste: Alt. 5,0 Largh.2,5 Lung.4,0 mt.
in tutto ne mettono in vendita 10.
Se desiderate acquistarle qui trovate tutte le info

giovedì, febbraio 04, 2010

i carri del carnevale di Viareggio

Pare che gli anatidi siano oramai diventati ospiti fissi del carnevale di Viareggio.
Perché parlo forbito (anatidi)?
Perché quest'anno non di papere si tratta, ma dei cugini delle papere: i cigni, pur sempre appartenenti al genere degli anatidi.
Il brutto anatroccolo della fiaba di Andersen era infatti un pulcino di cigno confuso con un pulcino di papera.
Ecco il bozzetto del carro del carnevale di Viareggio 2010 di Roberto Vannucci intitolato “Una sola madre: la terra”
Come spiegazione copio pari pari quello che trovo in rete:

Roberto Vannucci ha proposto l’immagine positiva di due grandi cigni adagiati sulla terra su cui stanno nascendo fiori in Una sola madre: la terra opera portatrice di un forte messaggio di pace e uguaglianza.
Il carro avrà al centro due grandi cigni che saranno ancorati sopra un traliccio in acciaio, con doppio pantografo a sua volta costruito su una ralla. Il movimento permetterà al gruppo dei cigni un effetto molto particolare e altamente spettacolare in quanto spazieranno sopra la costruzione dando un effetto di leggerezza e dinamicità.

I colli dei cigni saranno movimentati in più parti, gli occhi e la testa snodati. La struttura di sostegno di queste figure sarà in acciaio tubolare con perni e contrappesi, con tiranti in gomma. I movimenti saranno azionati a mano. I fiori con all’interno i neonati saranno collocati su tubolare in acciaio con movimento a pendolo contrappesato. I petali dei fiori con un complicato ma efficace movimento si chiuderanno e si riapriranno ottenendo un effetto molto particolare e poetico. Tutte le altre strutture della costruzione saranno in tubolare di acciaio.

il mio commento è: Boh!
Paperescamente parlando preferivo il carro con le papere dell'anno passato

giovedì, febbraio 12, 2009

Il filmato del carro con le papere

Il titolo del carro è Quelli che ben pensano… per gli altri gli autori sono Gilbert Lebigre e Corinne Roger. Ne avevo già parlato qui e qui

lunedì, febbraio 09, 2009

Papere viareggine

Ecco la prima foto che sono riuscita a trovare del carro con le papere del carnevale di Viareggio.
Ve ne avevo già parlato qui postandone il bozzetto, ma devo dire che la foto è tutta un'altra cosa!
Questa dozzina di enormi oche bianche che muovono i lunghi colli è davvero notevole.
Per avere un'idea delle dimensioni pensate che in cima alla torre ci sono 3 o 4 persone, quella sulla sinistra è la maschera del Burlamacco.

Il titolo del carro è Quelli che ben pensano… per gli altri gli autori sono Gilbert Lebigre e Corinne Roger

sabato, febbraio 07, 2009

Quale delle due è la papera?


Kelsey Morris ha 7 anni e ama molto la sua papera Prissy.
Kelsey e Prissy , sono stati ritratti a Key West in Florida mentre aspettavano che avesse inizio la Pet Masquerade Contest.
Gente mascherata da papera l'avevo già vista, ma papere mascherate da persone ancora mi mancavano!
Quel becco è un'eccellente maschera da papera!

giovedì, febbraio 05, 2009

Papermaschera



Il carnevale è iniziato, bisogna pensare ai costumi.

Eccovi un'idea.

Da cosa mascheriamo il bimbetto?

Ovviamente da paperottolo! Non assomiglia molto a un papero, ma è carino e sta al calduccio.

E poi trovo fantastici i piedi!!!

sabato, marzo 31, 2007

Oche cremasche

Un po' in ritardo segnalo che a Cremona la papera è parte significativa della locale maschera del carnevale. Ecco storia e spiegazioni:

In occasione del Carnevale Cremasco del 1955 viene lanciato il concorso per la scelta della tipica maschera cremasca. Vince Paolo Risari, titolare della trattoria degli Angeli in Via Mazzini, detta Curt Granda, con la maschera"dal Gagèt còl sò Uchèt". Da allora questo personaggio è diventato l'emblema stesso del Carnevale Cremasco e apre ritualmente sempre la sfilata.Un personaggio fortunato il Gagèt, frutto dell'attenzione con cui l'oste Cechino osservava l'arrivo impacciato dei campagnoli da Porta Serio. I cittadini ironicamente chiamavano "gagi" quei contadini che periodicamente comparivano al mercato con la curbèla e l'oca. L'oca come il maiale nel Carnevale sono frequentemente presenti e rappresentati; nell'economia alimentare della civiltà contadina cremasca assumono un ruolo fondamentale. L'oca veniva uccisa per la ricorrenza di S. Andrea, mentre il fegato eravenduto a caro prezzo al mercato, la sua carne si conservava nel grasso inappositi recipienti di terracotta, le olle, e durava fino alla quaresima. Il Gagèt si distingue per l'abito nero, scapat, solitamente quello di nozze, indossato nelle grandi occasioni. Veste vistose calze e coccarda biancorossa, i colori della città. In testa porta un cappellaccio, calza zoccolidi legno, fazzoletto al collo, secondo la più stretta tradizione contadina.Un tocco di eleganza a questo abbigliamento, indubbiamente fuori luogo, lo danno i guanti bianchi e la gianèta (bastoncino). La comicità del Gagèt fa leva sul modo circospetto, l'incedere poco disinvolto e il disagio procurato dal sentirsi in città un pesce fuori dall'acqua, perché è abituato al quotidiano della cascina, mondo dove abitualmente vive.

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