mercoledì, febbraio 15, 2017

Le oche lombardelle si preparano a lasciare le foci dell'Isonzo


Sono oltre 4000 le oche lombardelle che, arrivate dalla Siberia,  stanno trascorrendo l'inverno sulle rive delle foci dell'Isonzo.  Alle prime luci dell’alba, dopo aver trascorso la notte in mare, scendono nei campi per alimentarsi in questo lembo del Friuli Venezia Giulia, nella Riserva naturale regionale Foce dell'Isonzo
Il maggior numero di oche è all' Isola della Cona, un ambiente intatto, ideale per la sosta invernale dei palmipedi.


Ma non ci sono solo le Lombardelle in questo accogliente laguna si stima che le oche in attesa di ripartire siano in tutto oltre 6000.
In questi giorni stanno facendo le prove generali per il lungo volo che le attende.
Alcune faranno un viaggio più breve, torneranno nella Repubblica Ceca, in Ungheria, in Germania o in Polonia. Per le Oche lombardelle e per l'Oca lombardella minore  invece la strada  sarà più lunga, infatti dovranno arrivare nelle zone sub -artiche della Russia.
Poterle ancora vedere, in questi giorni all'Isola della Cona  è un'occasione da non perdere.




Acquerello

Me ne sono innamorata a prima vista
Atmosfera rarefatta, algida.
Queste oche canadesi sono velate da una nebbia monocroma che ci fa solo immaginare un paesaggio aperto
Qui trovate il link all'immagine originale che ho dovuto catturare per poterla inserire in questa pagina
Il nome della pittrice è Clara Fruggeri

sabato, dicembre 17, 2016

L’uomo che salvava le anatre e inseguiva il Big Bang


il libro di Laura Scaramussino si intitola "L’uomo che salvava le anatre e inseguiva il Big Bang"


parla di un uomo speciale, Ludovico Marchisio, che da persona reale diventa personaggio, poesia, mito, simbolo: è un uomo a contatto con se stesso, con la Natura e con l’universo, con l’anatra e il big bang, bella metafora per un affascinante libro dal titolo apparentemente curioso.


giovedì, dicembre 15, 2016

alla foce del Roja è tornata l’anatra mandarina


Anche se a prima vista non sembra, questo bellissimo volatile è un'anatra. Mandarina.


La notiziola viene da Ventimiglia, non fa scalpore, ma rallegra:
C’è chi dice che non se ne vedevano più da almeno trent’anni e chi giura di averli avvistati un paio di anni fa. La cosa certa, però, è che per un determinato periodo questa particolarissima specie era sparita ed ora, invece, si può di nuovo ammirare alla foce del fiume Roja: si tratta dell’anatra mandarina (Aix galericulata), un variopinto uccello acquatico molto diffuso in Giappone e in Gran Bretagna.
Una foto di Enrico Carta, pubblicata sulla pagina Facebook “Natura Intemelia” ha fatto “impazzire” gli appassionati, che hanno salutato con gioia il ritorno dell’anatra mandarina.
I maschi di Anatra Mandarina, come quello fotografato a Ventimiglia, hanno un aspetto complessivamente “dorato”. Presentano una lunga cresta di colore blu, verde e rame, che si ripiega sul collo. Gli occhi neri sono circondati da piume bianche, che si assottigliano fino a formare una linea che accompagna la cresta. Il resto del volto presenta piume di colore arancio tenue, che sfumano verso un colore più dorato formando una criniera attorno al collo. Queste piume sono più corte sotto al mento e più lunghe nella parte posteriore del collo.
L’habitat naturale di questo volatile consiste in paludi, corsi d’acqua e specchi d’acqua in aree boschive. Uccello dalla grande personalità, l’anatra mandarina può risultare vivace e comica Le sue ali sono piuttosto larghe, rispetto alla loro taglia: questo la rende capace di levarsi in volo rapidamente dall’acqua, in caso di pericolo. Grazie alle ampie ali, le anatre mandarine sono in grado di volare rapidamente in mezzo agli alberi.

martedì, dicembre 13, 2016

Tomba delle Anatre


Da dicembre è visitabile la famosa  Tomba etrusca delle Anatre a Veio



oltre alla tomba dei Leoni ruggenti , al Santuario di Portonaccio, nell’antica città di Veio.

Ogni prima domenica del mese, con ingresso gratuito, l’Area Archeologica di Veio, sarà dunque interamente fruibile per il pubblico: secondo l’accordo con il Ministero per i Beni Culturali il Parco si occuperà dell’apertura, della chiusura e della vigilanza dei siti archeologici. Il Parco, sempre in accordo con la Soprintendenza e in sinergia con le diverse associazioni del territorio, organizzerà visite guidate, anche in giornate diverse dalla prima domenica del mese.

L’obiettivo comune del Ministero per i Beni Culturali e dell’Ente Parco, nel cui territorio ricade il complesso archeologico dell’Antica Città di Veio, è quello di favorire la valorizzazione, la fruizione e la promozione di un sito che è considerato di rilevanza internazionale e importantissimo polo di attrazione turistico-culturale.

lunedì, dicembre 12, 2016

Ducktales, protagoniste papere vere

Questo strappa finalmente un sorriso, non ne potevo più di veder arrivare notizie che erano contatori di papere morte.
Dunque ecco di che si tratta:
30 anni fa negli Stati Uniti nasceva la fortunata serie televisiva paperesca Ducktales. Ossia cartoni animati con protagonisti lo Zio Paperone, e i tre nipotini Qui, Quo e Qua.
La serie ebbe talmente successo che nel 1990 fu fatto un lungometraggio ( le serie sono fatte da cortometraggi) dal titolo "Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta".
Oggi, in attesa dei nuovi episodi di Ducktales lo staff del canale YouTube "Oh My Disney" si è sbizzarrito nel ricreare l’iconica sigla della serie… in live action. Al posto dei noti volti di Zio Paperone e famiglia, troviamo infatti delle belle paperine in carne e ossa.
Ecco la rivisitazione in live action della sigla:




e se vi ho incuriosito a sufficienza qui sotto potete confrontare lato a lato i paperi originali con quelli appena visti



Sarò un inguaribile nostalgica, ma io amo la versione originale
voi quali preferite?

domenica, dicembre 11, 2016

ZOGO DE L’OCA DE MIRAN (Gioco dell'oca di Mirano)


Il paese di Mirano in veneto è famoso per la sagra che dedica all'oca in un fine settimana prossimo a S. Martino.
In quei due giorni il paese si trasforma e torna indietro di oltre un secolo. Ma non è una semplice 
ricostruzione: in città le tradizioni rivivono davvero. Grande cura è stata riservata ai dettagli e soprattutto alle circostanze. Perché non bastano gli allestimenti, servono anche le situazioni: i baracconi, il vecchio luna park, i mercanti, tutti in costumi d’epoca fedelmente riprodotti dagli originali. 

E poi c'è il gioco a grandezza di piazza: La piazza del paese diventa così un grande gioco di società. Le 63 grandi caselle misurano due metri per due, i dadi e le pedine sono giganti ci sono  improbabili prove di abilità che a molti ricordano i popolari “Giochi senza frontiera” di qualche anno fa.
La tavola è quella del pittore Carlo Preti, che ha creato “El Zogo de l’oca de Miran”, edizione riveduta e corretta del celebre gioco da tavola. Preti ha disegnato il percorso a spirale del gioco, illustrando le 63 caselle con aneddoti, proverbi, luoghi e fatti della storia della città. 






sabato, dicembre 10, 2016

Tempi duri per i palmipedi

Quasi non ho finito di pubblicare la notizia dell'eccidio delle oche delle nevi, che mi capita sotto gli occhi quest'altra notizia, molto più vicina ai nostri confini, e queste sono più del doppio, ben 26.300 anatre morte:
L’epidemia di influenza aviaria che ha colpito la Francia sta assumendo proporzioni importanti. Sono già 26.300 le anatre morte o abbattute nelle diverse regioni interessate da quando, il 2 dicembre, è stato identificato il virus H5N8. Una situazione che allarma gli allevatori, che speravano di aver dimenticato l’incubo dell’aviaria. Ma anche il ministero dell’Agricoltura d’oltralpe. Fino a quando non terminerà il flusso migratorio, infatti, resta sempre possibile che qualche animale infetto continui a propagare il virus.
Mi viene in mente la poesia del Carducci "...  tra le rossastre nubi stormi d'uccelli neri com'esuli pensieri, nel vespero migrar"  
Innocui, lontani, parte del ciclo naturale della vita. Un'immagine di quiete, di calore, di profumo del freddo.
Oggi invece gli stormi che migrano non solo portano l'inverno, ma portano potenzialmente il virus H5N8

Sento la necessità di postare qualcosa di più leggero. Scavare tra le notizie paperesche a lieto fine.
Ci riuscirò?

P.S. per quelli a cui ho messo un tarlo nel cervello ecco l'intera poesia

San Martino

La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar; 

ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vini
l'anime a rallegrar. 

Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull'uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar. 

giovedì, dicembre 08, 2016

10.00 oche delle nevi tradite dai veleni dell'uomo


Mi è capitata sotto gli occhi questa notizia riportata dal Sole24 ore, e ne sono rimasta sconcertata, incredula,e infuriata,  non solo per le povere oche (si parla di ben 10.00 oche avvelenate dalle acque tossiche di una miniera), ma perché quei veleni giacciono lì a cielo aperto da oltre 20 anni.
E probabilmente rimarranno ancora lì per altri lustri fino a quando le vittime non saranno "solo" 10.000 oche candide

Migliaia di oche delle nevi, che migravano verso il sud, sono morte la scorsa settimana in Montana (Usa) perchè, cercando rifugio a una tempesta di neve, si sono poggiate sulle acque acide, cariche di metalli tossici, di una vecchia miniera abbandonata a cielo aperto. Ancora non c’è il bilancio esatto, ma le immagini scattate dall’alto con droni, telescopi e aerei (la zona lacustre non è accessibile) sono agghiaccianti.  Testimoni hanno parlato di una zona “grande 700 acri, 280 ettari, coperta di uccelli bianchi” e le prime stime parlano di 10mila uccelli morti. E’ successo la scorsa settimana. Gli uccelli hanno cominciato l’atterraggio nei pressi delle acque della vecchia miniera il 28 novembre. La compagnia mineraria Montana Resources, responsabile insieme ad Atlantic Richfield Co., della Berkeley Pit a Butte, dal 1995 lavora a un programma di protezione ambientale che, attraverso forti rumori e riflettori, scoraggia gli stormi di uccelli dal posarsi nella zona avvelenata.  Il programma risale al 1995 quando 342 oche morirono nella pozza. Non è chiaro che cosa non abbia funzionato stavolta. Secondo la compagnia mineraria, quella notte le zone di sosta abituali degli uccelli erano in gran parte gelate e dunque lo stormo si è probabilmente trovato nella necessità di cercare rifugio proprio a Berkeley Pit. L’agenzia di protezione ambientale federale chiarirà ed eventualmente multerà Montana Resources se si accerterà che la compagnia mineraria non ha adottato tutte le misure necessarie per evitare che gli uccelli si posassero a terra nella pozza avvelenata. (Agi)

E per darvi un'idea di cosa sia una stormo di oche delle nevi che migra, guardate qua:

 Le oche delle nevi in inverno migrano a sud, volando all'interno di enormi stormi starnazzanti che sembrano formare in cielo la lettera "U”, o che sembrano, semplicemente, una grande "bufera" di uccelli bianchi come in questa foto
. 
Pensate a 10.000 oche come questa che galleggiano nel lago avvelenato, o che giacciono riverse sulle sponde.
Si tratta di animali belli grandi, con un'apertura alare di 160 cm e un peso che può arrivare ai 3 kg.


Si accoppiano con lo stesso partner per tutta la vita e producono, ogni anno, dalle due alle sei uova in un nido umido e leggermente rialzato dal suolo.
Già 24 ore dopo la nascita, i pulcini sono in grado di nuotare e mangiare da soli, ma le famiglie restano insieme fino al primo inverno del piccolo.
Le famiglie si possono identificare come gruppi durante tutte e due le migrazioni (a meridione e a settentrione).
Queste sono le loro rotte migratorie.



mercoledì, dicembre 07, 2016

Attraversamento papere ad Alzano Lombardo


A volte quello che dovrebbe essere normale appare straordinario e inisce nel notiziario locale, come queste papere che se ne vanno serenamente a spasso ad Alzano Lombardo (BG)succede anche questo.
foto di Alan Vassalli.

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