martedì, marzo 28, 2017

molti manifestanti in Russia hanno mostrato delle papere di gomma

Di solito trovo le notizie  inerenti a papere, anatre&c. nelle pagine di cronaca locale.
Stavolta, con mia grande sorpresa sono nella politica estera. Sono rimasta un po' perplessa e ne ho cercato la spiegazione.



Domenica 26 marzo migliaia di persone sono state protagoniste di una manifestazione non autorizzata contro la corruzione del governo lungo le strade delle principali città russe, da Vladivostok a San Pietroburgo, fino alla capitale Mosca (dove circa in ottomila sono scesi in piazza).
Le ragioni delle manifestazioni erano contenute in uno video diffuso dalla “Fondazione contro la corruzione in Russia”, che dimostrava come il primo ministro Dmitri Medvedev, fedele scudiero del presidente Vladimir Putin, ha accumulato una fortuna miliardaria tra possedimenti terrieri, ville, yacht. Simbolo della protesta, delle papere di gomma, rappresentazione ironica di un allevamento di anatre, uno di quei possedimenti discussi derivanti dal frutto di anni di corruzione.

mercoledì, marzo 15, 2017

Le Oche vanno all'università

Questa notiziuola è troppo bella per lasciarmela scappare.
Riguarda l'università di Cambridge e le sue oche, o meglio lo scontro tra gli studenti che si oppongono alla riduzione del numero dei palmipedi, e la direzione che deve far fronte alla montagna di cacca paperesca.
Ecco l'articolo uscito sul Corriere della sera del 13 marzo:
Usando il linguaggio gergale, si potrebbe dire che l’università di Cambridge non è un posto per «oche», pensando a ragazze di scarso talento e di inadeguata preparazione. Ma da qualche giorno, pare che il prestigioso ateneo non sia un posto adatto a questi palmipedi in senso letterale. Perché al King’s College, uno dei 31 collegi del campus, le oche arrivate qualche anno fa sono diventate un esercito. Si nutrono dell’erba dei prati distruggendone il manto soffice e regolare e soprattutto lasciano ovunque tracce del proprio passaggio. Per questo i responsabili del mantenimento del college hanno iniziato a ragionare su un processo di contenimento della specie.
Oche canadesi si abbeverano a una pozza nei pressi del King's College
Da Gandhi ai topi
Quando però la notizia è trapelata ed è arrivata alle orecchie degli allievi, questi ultimi hanno reagito prima con una lettera accorata e ora con una vera e propria petizione. Nella missiva, indirizzata ai responsabili del collegio, si segnala che anche Gandhi sosteneva l’importanza della convivenza tra esseri umani e animali, mentre la petizione gioca su carte più concrete, parlando di un crimine che non va perpetrato. Da parte sua Philipp Isaac, responsabile delle questioni strutturali del College fondato da Enrico VI nel 1441, ha puntualizzato al Guardian che nessuno ha mai mosso un dito per difendere la comunità di topi, che aveva trovato modo di riprodursi in sovrannumero. Perché, si è chiesto, tanto problemi per le oche? A suo parere gli animali vanno ridotti perché il loro numero eccessivo ha un’incidenza sullo stato dei prati e dei giardini del college e perché stare dietro alle pulizie diventa davvero molto complicato.
Lo sfratto
Ragioni che gli studenti non vogliono sentire. Un quarto del corpo studentesco ha sottoscritto la petizione, che chiede che gli animali siano trattati con rispetto, perché sono esseri «senzienti», che meritano attenzione e hanno un valore intrinseco. Uccidere le oche, ovviamente, non è un’opzione da considerare e del resto neppure i vertici del King’s College lo avevano fatto. Per ridurre la popolazione starnazzante si erano definiti altri sistemi, come ad esempio la cattura dopo aver piazzato gabbie con il mais sedativo e poi l’allontanamento. Al momento alcuni inservienti se ne vanno in giro con il buio, portando delle torce a laser per spaventare i pennuti e metterli in fuga, ma pare che gli effetti siano ridotti.
Il verso dell’oca
L’altra ipotesi che è stata considerata prevede di installare un amplificatore che diffonda periodicamente il suono di un’oca sofferente, in modo da spingere le sue simili a cambiare zona, nel timore di incorrere nella sua stessa sorte. Un’idea che probabilmente avrebbe un impatto sulla quiete del luogo peggiore di quello prodotto al momento dal nugolo di oche che passeggiano vicino alle antiche mura. E che, a giudicare dalla petizione, non disturbano i giovani studenti, che anzi trovano i palmipedi di compagnia e sono abituati a vederli gironzolare. Un piacere non condiviso dagli inservienti, costretti a rincorrere gli animali o a inseguirli tra vialetti e prati per raccogliere le deiezioni. In modo da lascianre i giardini puliti e comodi, per gli allievi che cercano uno spazio agreste dove riposare e studiare.
e questo è il link all'articolo del Guardian dell' 11 marzo

mercoledì, febbraio 15, 2017

Le oche lombardelle si preparano a lasciare le foci dell'Isonzo


Sono oltre 4000 le oche lombardelle che, arrivate dalla Siberia,  stanno trascorrendo l'inverno sulle rive delle foci dell'Isonzo.  Alle prime luci dell’alba, dopo aver trascorso la notte in mare, scendono nei campi per alimentarsi in questo lembo del Friuli Venezia Giulia, nella Riserva naturale regionale Foce dell'Isonzo
Il maggior numero di oche è all' Isola della Cona, un ambiente intatto, ideale per la sosta invernale dei palmipedi.


Ma non ci sono solo le Lombardelle in questo accogliente laguna si stima che le oche in attesa di ripartire siano in tutto oltre 6000.
In questi giorni stanno facendo le prove generali per il lungo volo che le attende.
Alcune faranno un viaggio più breve, torneranno nella Repubblica Ceca, in Ungheria, in Germania o in Polonia. Per le Oche lombardelle e per l'Oca lombardella minore  invece la strada  sarà più lunga, infatti dovranno arrivare nelle zone sub -artiche della Russia.
Poterle ancora vedere, in questi giorni all'Isola della Cona  è un'occasione da non perdere.




Acquerello

Me ne sono innamorata a prima vista
Atmosfera rarefatta, algida.
Queste oche canadesi sono velate da una nebbia monocroma che ci fa solo immaginare un paesaggio aperto
Qui trovate il link all'immagine originale che ho dovuto catturare per poterla inserire in questa pagina
Il nome della pittrice è Clara Fruggeri

sabato, dicembre 17, 2016

L’uomo che salvava le anatre e inseguiva il Big Bang


il libro di Laura Scaramussino si intitola "L’uomo che salvava le anatre e inseguiva il Big Bang"


parla di un uomo speciale, Ludovico Marchisio, che da persona reale diventa personaggio, poesia, mito, simbolo: è un uomo a contatto con se stesso, con la Natura e con l’universo, con l’anatra e il big bang, bella metafora per un affascinante libro dal titolo apparentemente curioso.


giovedì, dicembre 15, 2016

alla foce del Roja è tornata l’anatra mandarina


Anche se a prima vista non sembra, questo bellissimo volatile è un'anatra. Mandarina.


La notiziola viene da Ventimiglia, non fa scalpore, ma rallegra:
C’è chi dice che non se ne vedevano più da almeno trent’anni e chi giura di averli avvistati un paio di anni fa. La cosa certa, però, è che per un determinato periodo questa particolarissima specie era sparita ed ora, invece, si può di nuovo ammirare alla foce del fiume Roja: si tratta dell’anatra mandarina (Aix galericulata), un variopinto uccello acquatico molto diffuso in Giappone e in Gran Bretagna.
Una foto di Enrico Carta, pubblicata sulla pagina Facebook “Natura Intemelia” ha fatto “impazzire” gli appassionati, che hanno salutato con gioia il ritorno dell’anatra mandarina.
I maschi di Anatra Mandarina, come quello fotografato a Ventimiglia, hanno un aspetto complessivamente “dorato”. Presentano una lunga cresta di colore blu, verde e rame, che si ripiega sul collo. Gli occhi neri sono circondati da piume bianche, che si assottigliano fino a formare una linea che accompagna la cresta. Il resto del volto presenta piume di colore arancio tenue, che sfumano verso un colore più dorato formando una criniera attorno al collo. Queste piume sono più corte sotto al mento e più lunghe nella parte posteriore del collo.
L’habitat naturale di questo volatile consiste in paludi, corsi d’acqua e specchi d’acqua in aree boschive. Uccello dalla grande personalità, l’anatra mandarina può risultare vivace e comica Le sue ali sono piuttosto larghe, rispetto alla loro taglia: questo la rende capace di levarsi in volo rapidamente dall’acqua, in caso di pericolo. Grazie alle ampie ali, le anatre mandarine sono in grado di volare rapidamente in mezzo agli alberi.

martedì, dicembre 13, 2016

Tomba delle Anatre


Da dicembre è visitabile la famosa  Tomba etrusca delle Anatre a Veio



oltre alla tomba dei Leoni ruggenti , al Santuario di Portonaccio, nell’antica città di Veio.

Ogni prima domenica del mese, con ingresso gratuito, l’Area Archeologica di Veio, sarà dunque interamente fruibile per il pubblico: secondo l’accordo con il Ministero per i Beni Culturali il Parco si occuperà dell’apertura, della chiusura e della vigilanza dei siti archeologici. Il Parco, sempre in accordo con la Soprintendenza e in sinergia con le diverse associazioni del territorio, organizzerà visite guidate, anche in giornate diverse dalla prima domenica del mese.

L’obiettivo comune del Ministero per i Beni Culturali e dell’Ente Parco, nel cui territorio ricade il complesso archeologico dell’Antica Città di Veio, è quello di favorire la valorizzazione, la fruizione e la promozione di un sito che è considerato di rilevanza internazionale e importantissimo polo di attrazione turistico-culturale.

lunedì, dicembre 12, 2016

Ducktales, protagoniste papere vere

Questo strappa finalmente un sorriso, non ne potevo più di veder arrivare notizie che erano contatori di papere morte.
Dunque ecco di che si tratta:
30 anni fa negli Stati Uniti nasceva la fortunata serie televisiva paperesca Ducktales. Ossia cartoni animati con protagonisti lo Zio Paperone, e i tre nipotini Qui, Quo e Qua.
La serie ebbe talmente successo che nel 1990 fu fatto un lungometraggio ( le serie sono fatte da cortometraggi) dal titolo "Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta".
Oggi, in attesa dei nuovi episodi di Ducktales lo staff del canale YouTube "Oh My Disney" si è sbizzarrito nel ricreare l’iconica sigla della serie… in live action. Al posto dei noti volti di Zio Paperone e famiglia, troviamo infatti delle belle paperine in carne e ossa.
Ecco la rivisitazione in live action della sigla:




e se vi ho incuriosito a sufficienza qui sotto potete confrontare lato a lato i paperi originali con quelli appena visti



Sarò un inguaribile nostalgica, ma io amo la versione originale
voi quali preferite?

domenica, dicembre 11, 2016

ZOGO DE L’OCA DE MIRAN (Gioco dell'oca di Mirano)


Il paese di Mirano in veneto è famoso per la sagra che dedica all'oca in un fine settimana prossimo a S. Martino.
In quei due giorni il paese si trasforma e torna indietro di oltre un secolo. Ma non è una semplice 
ricostruzione: in città le tradizioni rivivono davvero. Grande cura è stata riservata ai dettagli e soprattutto alle circostanze. Perché non bastano gli allestimenti, servono anche le situazioni: i baracconi, il vecchio luna park, i mercanti, tutti in costumi d’epoca fedelmente riprodotti dagli originali. 

E poi c'è il gioco a grandezza di piazza: La piazza del paese diventa così un grande gioco di società. Le 63 grandi caselle misurano due metri per due, i dadi e le pedine sono giganti ci sono  improbabili prove di abilità che a molti ricordano i popolari “Giochi senza frontiera” di qualche anno fa.
La tavola è quella del pittore Carlo Preti, che ha creato “El Zogo de l’oca de Miran”, edizione riveduta e corretta del celebre gioco da tavola. Preti ha disegnato il percorso a spirale del gioco, illustrando le 63 caselle con aneddoti, proverbi, luoghi e fatti della storia della città. 






sabato, dicembre 10, 2016

Tempi duri per i palmipedi

Quasi non ho finito di pubblicare la notizia dell'eccidio delle oche delle nevi, che mi capita sotto gli occhi quest'altra notizia, molto più vicina ai nostri confini, e queste sono più del doppio, ben 26.300 anatre morte:
L’epidemia di influenza aviaria che ha colpito la Francia sta assumendo proporzioni importanti. Sono già 26.300 le anatre morte o abbattute nelle diverse regioni interessate da quando, il 2 dicembre, è stato identificato il virus H5N8. Una situazione che allarma gli allevatori, che speravano di aver dimenticato l’incubo dell’aviaria. Ma anche il ministero dell’Agricoltura d’oltralpe. Fino a quando non terminerà il flusso migratorio, infatti, resta sempre possibile che qualche animale infetto continui a propagare il virus.
Mi viene in mente la poesia del Carducci "...  tra le rossastre nubi stormi d'uccelli neri com'esuli pensieri, nel vespero migrar"  
Innocui, lontani, parte del ciclo naturale della vita. Un'immagine di quiete, di calore, di profumo del freddo.
Oggi invece gli stormi che migrano non solo portano l'inverno, ma portano potenzialmente il virus H5N8

Sento la necessità di postare qualcosa di più leggero. Scavare tra le notizie paperesche a lieto fine.
Ci riuscirò?

P.S. per quelli a cui ho messo un tarlo nel cervello ecco l'intera poesia

San Martino

La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar; 

ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vini
l'anime a rallegrar. 

Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull'uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar. 

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